La crisi colpisce anche il prosciutto: addio al prodotto italiano

prosciutto-di-parmaAnche il settore dei prosciutti sta attraversando un periodo di grande crisi: solo uno su tre è italiano al 100%. Una media non proprio invitante. Ebbene si, anche il settore gastronomico sta attraversando il suo momento buio: lo sanno bene gli allevatori e anche i consumatori. Solo nell’ultimo anno si sono allevati ben 615 mila maiali in meno, e anche il Prosciutto di Parma dop, così tanto acclamato e decantato, ha visto un drastico calo nella produzione: da 9,2 milioni di pezzi a poco più di 8.

La ragione è presto spiegata: due prosciutti su tre derivano da maiali provenienti da Olanda, Francia o Germania. Sebbene il prodotto nostrano sia il migliore, i costi lo rendono inaccessibile: i commercianti preferirebbero risparmiare sulla qualità, importando maiali meno pregiati, ma sicuramente più economici.

Purtroppo, il settore gastronomico è solo l’ultimo (in ordine di tempo) a risentire della crisi. Bisognerebbe tornare agli antichi detti: mangiare sempre poco, ma bene. Di questi tempi, però, possiamo vantarci di fare sia l’uno che l’altro!

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