Una Fiat Grande Punto ha invaso la corsia opposta, schiantandosi contro due auto in direzione opposta: è successo il 22 novembre 2025, alle 15:08, sulla statale 624 Palermo-Sciacca, al chilometro 44-45, nei pressi dello svincolo per Camporeale e Roccamena, in provincia di Palermo. La vittima è Kevin Di Paola, diciottenne di Borgetto. Cinque persone sono rimaste ferite — una fonte parla di sei — tra cui una ventenne trasportata in elisoccorso all’ospedale Villa Sofia di Palermo in condizioni gravissime. La pioggia battente aveva reso l’asfalto un specchio di ghiaccio. E non era la prima volta che questa strada diventava un campo di battaglia.
La dinamica di un impatto che non lascia spazio alle scuse
Secondo le prime ricostruzioni dei Carabinieri delle stazioni di Corleone, Campofiorito e Giuliana, la Fiat Grande Punto, diretta verso Sciacca, ha perso il controllo in una curva, ha superato la linea continua e ha colpito in pieno una Peugeot, che a sua volta è stata spinta contro una Fiat Cinquecento. L’impatto è stato devastante: uno dei veicoli si è ribaltato, bloccando parte della carreggiata. I vigili del fuoco sono arrivati con attrezzature speciali per estrarre i passeggeri e mettere in sicurezza i rottami. Il traffico è rimasto bloccato per ore. Nessuno sa ancora se il conducente della Grande Punto fosse sotto l’effetto di alcol, stanco, distratto o semplicemente troppo veloce. Ma la pioggia, quella sì, era una certezza. E la strada? Quella era già un pericolo noto.La "strada della morte" che nessuno ha mai sistemato
La statale 624 è lunga poco più di 100 chilometri, collega Palermo a Sciacca, attraversa paesi di montagna, valli strette e tornanti senza guardrail. Negli ultimi dieci anni, secondo i dati della Polizia Stradale, ha registrato oltre 300 incidenti con 17 vittime. Nel 2022, una famiglia di quattro persone perse la vita in un solo scontro. Nel 2023, un camion si è rovesciato su un pullman scolastico: due studenti morti. Eppure, le segnalazioni di pericolo, le richieste di allargamento, di illuminazione, di barriere più alte, sono rimaste nel cassetto. Qui non si tratta di mancanza di fondi. Si tratta di indifferenza. La strada è stata costruita negli anni ’70 per collegare i centri agricoli, ma oggi è l’unico collegamento veloce per migliaia di pendolari, studenti, lavoratori. E non è stata mai adeguata.Il trauma di Villa Sofia e i silenzi dei feriti
La ragazza di 20 anni, trasportata in elisoccorso, è stata ricoverata nel Trauma Center dell’ospedale Villa Sofia. Le sue condizioni sono state definite "critiche ma stabili". Gli altri feriti — tra cui un uomo di 52 anni e una donna di 47 — sono stati ricoverati al Policlinico e al Civico di Palermo. Le loro identità non sono state rese pubbliche. I familiari sono stati avvisati. Nessuno ha rilasciato dichiarazioni. Ma i medici parlano di traumi cranici, fratture multiple, emorragie interne. E uno di loro, in un commento off the record, ha detto: "Questa non è una tragedia. È un incidente prevedibile. E prevedibile significa evitabile".Un altro scontro, a soli due giorni di distanza
Il 24 novembre 2025, a soli due giorni dall’incidente mortale, un altro veicolo ha perso il controllo sulla stessa strada — questa volta al chilometro 80, in provincia di Agrigento. Una Toyota Yaris ha urtato il guardrail. Due occupanti, entrambi feriti ma non in pericolo di vita. L’incidente non ha fatto notizia come il precedente. Ma ha fatto capire una cosa: non è un caso isolato. È un sistema che fallisce. E ogni volta che qualcuno muore su questa strada, qualcuno si chiede: "Perché non si è fatto niente?"Cosa chiedono i residenti e gli esperti
I sindaci di Camporeale, Roccamena e Borgetto hanno già convocato una riunione straordinaria. "Non possiamo più aspettare che qualcuno muoia per prendere una decisione", ha detto il sindaco di Camporeale. Gli esperti di sicurezza stradale, come l’ingegner Maria Russo dell’Università di Palermo, ricordano che la statale 624 ha un indice di mortalità tre volte superiore alla media nazionale per strade di categoria simile. "Basterebbero 12 milioni di euro per installare barriere più alte, segnaletica luminosa, rilevatori di velocità e asfalto anti-slip. Ma non si trovano mai i soldi finché non succede qualcosa di grave".Cosa succederà ora?
I Carabinieri hanno aperto un’indagine per disastro colposo. Il procuratore di Palermo ha ordinato la perizia sugli pneumatici e sulle condizioni del veicolo. Ma la vera battaglia sarà politica. Il governo regionale ha promesso di "valutare interventi urgenti". Ma in Sicilia, "valutare" spesso significa "rimandare". Intanto, i genitori di Kevin Di Paola hanno chiesto che la strada intorno a Camporeale venga intitolata al loro figlio. "Che non muoia invano", hanno detto. E forse, questa volta, qualcuno li ascolterà.Frequently Asked Questions
Perché la statale 624 è così pericolosa?
La statale 624 Palermo-Sciacca è stata costruita negli anni Settanta con standard obsoleti: corsie strette, curve impegnative senza guardrail, assenza di illuminazione notturna e asfalto non antisdrucciolevole. In condizioni di pioggia, l’aderenza scende del 60%. Negli ultimi 10 anni, ha registrato 300 incidenti e 17 morti, con un tasso di mortalità tre volte superiore alla media nazionale per strade di pari categoria.
Chi è Kevin Di Paola e perché il suo nome è diventato simbolo?
Kevin Di Paola era un diciottenne di Borgetto, appassionato di musica e studente al liceo. La sua morte ha colpito la comunità locale perché era uno dei tanti giovani che ogni giorno percorreva quella strada per andare a scuola o a trovare amici. I suoi genitori hanno chiesto che la strada venga intitolata a lui, trasformando il dolore in un monito per le istituzioni. Il suo nome è diventato simbolo della lotta per la sicurezza stradale in Sicilia.
Cosa hanno fatto le autorità dopo gli incidenti precedenti?
Dopo gli incidenti del 2022 e del 2023, la Regione Siciliana ha annunciato "studi di fattibilità" e "valutazioni tecniche", ma nessun intervento concreto è stato avviato. I fondi per la manutenzione stradale sono stati dirottati su altri progetti. Solo nel 2024, il Ministero dei Trasporti ha stanziato 500 mila euro per la Sicilia intera, meno di 10 euro per chilometro della statale 624. Nessun semaforo, nessuna barriera, nessun rilevatore di velocità.
C’è una possibilità di cambiare la situazione ora?
Sì. La pressione mediatica e le richieste dei sindaci hanno spinto il presidente della Regione a convocare una riunione straordinaria con il Ministero. L’ipotesi in discussione è di trasformare la statale 624 in una strada a scorrimento veloce con corsie dedicate, barriere in acciaio e illuminazione LED. Il costo stimato: 12 milioni di euro. Ma la storia insegna che senza un’indagine giudiziaria e senza un’opinione pubblica attiva, i progetti restano sulla carta.
Perché non si usano i fondi europei per migliorare le strade?
La Sicilia ha accesso a fondi del PNRR e del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, ma spesso non riesce a presentare progetti completi o a rispettare le scadenze. Inoltre, molti interventi stradali richiedono autorizzazioni ambientali che possono richiedere anni. La statale 624 è stata proposta come progetto pilota nel 2021, ma la documentazione è stata respinta per "mancanza di dati tecnici adeguati". Un giro di burocrazia che costa vite.
Cosa possono fare i cittadini per far cambiare le cose?
I cittadini possono denunciare le condizioni pericolose tramite le app ufficiali della Regione, partecipare alle assemblee pubbliche, firmare petizioni e pressare i propri consiglieri regionali. Nel 2023, una petizione online ha raccolto 87.000 firme per la statale 624. Non ha cambiato nulla. Ma se questa volta le firme arrivano a 200.000, e i media ne parlano ogni giorno, forse qualcuno ascolterà.