I Cappellacci di Zucca sono IGP

“Un ulteriore importante riconoscimento che ci rende orgogliosi, con il quale la nostra regione rafforza il suo primato italiano ed europeo. È un risultato che nasce da una grande agricoltura e dal saper fare dei nostri produttori e che rafforza la reputazione dell’agroalimentare emiliano – romagnolo nel mondo”: con queste parole l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli ha commentato la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea della Igp Cappellacci di zucca ferraresi. La notizia, comunicata dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, fa così salire a ben 280 le eccellenze italiane nel settore agroalimentare, un settore nel quale il Bel Paese si attesta di diritto come una delle nazioni europee leader in questo ambito.

Cappellacci di ZuccaMa cosa sono i cappellacci di zucca ferraresi? Si tratta di una classica pasta ripiena di cui si ha notizia sin dal 1584. La prima testimonianza è infatti quella ritrovata nel ricettario del soprintendente alle cucine della corte estense Giovan Battista Rossetti che lavorava all’epoca del duca Alfonso II d’Este: chiamati tortelli di zucca con il butirro (burro), col tempo prendono il nome di cappellacci per distinguerli dai tradizionali tortelli di zucca dai quali differiscono per ingredienti e forma. Quest’ultima è infatti tipica ed il nome stesso deriverebbe proprio dalla somiglianza con il tipico cappello di paglia contadino; per altri il nome proverrebbe invece da una storpiatura dei simili cappelletti, rispetto ai quali i cappellacci sarebbero più grandi e grossolani.

Ma quali sono gli ingredienti necessari per fari sì che i cappellacci di zucca ferraresi possano essere definiti tali col marchio Igp? È importante che siano fatti con pasta sfoglia all’uovo preparata con farina di grano tenero e duro ritagliata in quadrati di 7 cm circa all’interno dei quali viene inserito un ripieno. Quest’ultimo è composto da zucca marina cotta al forno, noce moscata, sale, pangrattato, zucchero e formaggio grana grattugiato: all’epoca venivano aggiunte anche altre spezie quali pepe e zenzero che oggi vengono utilizzate di meno. Il condimento prevede invece burro, salvia e formaggio grana grattugiato anche se è possibile cucinarli con altri sughi ad esempio di salsiccia di maiale o pomodoro. Vietato qualsiasi uso di conservanti e coloranti.

L’Igp Cappellacci di zucca ferraresi va a sommarsi alle altre due indicazioni geografiche protette recentemente riconosciute all’Emilia-Romagna, il Pampepato di Ferrara e la Salama da sugo, facendo così di questa regione una sorta di regina del gusto italiano con ben 43 prodotti tipici insigniti di una certificazione di qualità. Ciò è stato possibile grazie al lavoro costante delle aziende produttrici e alla Camera di Commercio ferrarese: è proprio il suo presidente Paolo Govoni ad esprimere grande soddisfazione per il traguardo raggiunto ed elogiando il lavoro di tutti coloro che hanno contribuito a questo eccellente risultato. Con un valore alla produzione di oltre 2,5 miliardi di euro (pari al 40% del dato nazionale e al 15% di quello europeo), l’Emilia – Romagna vanta così molte eccellenze, quattro su tutte per tradizione e valore economico: Parmigiano Reggiano Dop, Prosciutto di Parma Dop, Aceto Balsamico Igp e Mortadella Bologna Igp. Chi volesse leggere il Regolamento che disciplina questa nuova Igp tutta italiana può cercarlo sulla Gazzetta Ufficiale ed è il n. 164 del 28 gennaio 2016.

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